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Article 968
BASE DI FERRO CON PIATTO DELL'ART, 10
ALTA 72 CM Diametro del piatto cm 41 Fioriera perfetta piatto in vetro
Murano e base in ferro battuto il ferro batturo che regge il piatto
sono VOLUTE IN FERRO (vedi foto) sullo stelo ci sono due piccoli
RICCIOLI che si intrecciano, la base cone code che si inarcano a forma
di esse. in perfette condizioni . il vedtro con venature salmone
Manufattura di Cappellin e Bellotto <BR>
<BR>Bigliografica<BR>
<BR>BELLOTTO<BR>
Umberto Bellotto (Venezia, 1882 – Venezia, 1940) dalla tradizione di
famiglia di artigianato del ferro, divenne creatore di nuoveforme in
ferro battuto e del vetro italiano.
Geniali le creazioni che unirono l'arte millenaria vetraia
veneziana con quella del ferro battuto. Umberto Bellotto iniziò infatti
a lavorare nella bottega ferriera paterna, ereditata a 19 anni, assieme
all'architetto Cesare Aurienti col quale inventò e nel 1910 brevettò
una tecnica per "connubi in ferro e vetro". Iniziò lavorando per le
ditte vetraie "artisti Barovier" e "fratelli Toso", famose per la
lavorazione a murrina.
I primi anni del Novecento lo troviamo a collaborare con vari artisti
(fra cui le vetrerie storiche di Murano "Pauly & C. - Compagnia
Venezia Murano", Barovier e Venini) nella realizzazione di opere e
oggetti da inserire nell'arredamento moderno, si avvalse della
collaborazione con architetti come Ferruccio Chemello (Ossario del
Pasubio, 1926) per realizzare anche opere pubbliche. Tra le
opere più famose il Salone dei cancelli di Castello Bolognini, la
cancellata della tomba di Dante Alighieri a Ravenna e le inferriate per
la Banca d'Italia a Rialto.
Numerose sono le partecipazioni alla Biennale di Venezia quali: 1914;
1920; 1922; 1924. Partecipa alla triennale di Monza del 1925, nel 1927
espose per la Pauly & C. - Compagnia Venezia Murano (sempre a
Monza) personale di opere dalle forme déco di derivazione cubista
a sfere sovrapposte, a coni, in cui il vetro di base era cristallo puro
o a bolle regolarmente disposte.
L'artista oltre ai vasi in ferro con strutture in ferro e vetro, tipici
della sua produzione, realizzò per l'esposizione del 1927 tipici
soffiati dalle forme schematiche e profilature ad anse lisce o
dentellate in vetro scuro.
Nel 1928 venne chiamato a Roma e incaricato, dal conterraneo Giuseppe
Giurati, allora ministro per i lavori pubblici, di decoratore ufficiale
degli edifici pubblici della capitale, cessando quindi la sua
produzione artistica.Nell'edizione della Biennale del 1995 venne
dedicata all'artista un'esposizione di cinque opere.Artista poliedrico
nell'uso dei metalli si è cimentato anche nella realizzazione di opere
in bronzo fuso a cera persa, vetro, maiolica creando vasi ornamentali
dalle forme stravaganti con applicazioni che sembrano essere le prue
delle gondole.
Gabriele D'Annunzio fu un suo estimatore e collezionista, vedi Casa del Vittoriale.
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