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Article 240
ALTA 80 CM Diametro del piatto cm 41 Fioriera perfetta piatto in vetro Murano e base in ferro battuto il ferro batturo che regge il piatto sono piccole FOGLIE DI VITE(vedi foto) sullo stelo ci sono due piccoli RICCIOLI che si intrecciano, la base cone code che si inarcano a forma di esse. in perfette condizioni . il vetro con venature salmone  Manufattura di Cappellin e Bellotto <BR>
<BR>Bigliografica<BR>
<BR>BELLOTTO<BR>

Umberto Bellotto (Venezia, 1882 – Venezia, 1940) dalla tradizione di famiglia di artigianato del ferro, divenne creatore di nuoveforme in ferro battuto e del vetro italiano.


Geniali le creazioni che  unirono l'arte millenaria vetraia veneziana con quella del ferro battuto. Umberto Bellotto iniziò infatti a lavorare nella bottega ferriera paterna, ereditata a 19 anni, assieme all'architetto Cesare Aurienti col quale inventò e nel 1910 brevettò una tecnica per "connubi in ferro e vetro". Iniziò lavorando per le ditte vetraie "artisti Barovier" e "fratelli Toso", famose per la lavorazione a murrina.
I primi anni del Novecento lo troviamo a collaborare con vari artisti (fra cui le vetrerie storiche di Murano "Pauly & C. - Compagnia Venezia Murano", Barovier e Venini) nella realizzazione di opere e oggetti da inserire nell'arredamento moderno, si avvalse della collaborazione con architetti come Ferruccio Chemello (Ossario del Pasubio, 1926) per realizzare anche  opere  pubbliche. Tra le opere più famose il Salone dei cancelli di Castello Bolognini, la cancellata della tomba di Dante Alighieri a Ravenna e le inferriate per la Banca d'Italia a Rialto.
Numerose sono le partecipazioni alla Biennale di Venezia quali: 1914; 1920; 1922; 1924. Partecipa alla triennale di Monza del 1925, nel 1927 espose per la Pauly & C. - Compagnia Venezia Murano (sempre a Monza)  personale di opere dalle forme déco di derivazione cubista a sfere sovrapposte, a coni, in cui il vetro di base era cristallo puro o a bolle regolarmente disposte.
L'artista oltre ai vasi in ferro con strutture in ferro e vetro, tipici della sua produzione, realizzò per l'esposizione del 1927 tipici soffiati dalle forme schematiche e profilature ad anse lisce o dentellate in vetro scuro.
Nel 1928 venne chiamato a Roma e incaricato, dal conterraneo Giuseppe Giurati, allora ministro per i lavori pubblici, di decoratore ufficiale degli edifici pubblici della capitale, cessando quindi la sua produzione artistica.Nell'edizione della Biennale del 1995 venne dedicata all'artista un'esposizione di cinque opere.Artista poliedrico nell'uso dei metalli si è cimentato anche nella realizzazione di opere in bronzo fuso a cera persa, vetro, maiolica creando vasi ornamentali dalle forme stravaganti con applicazioni che sembrano essere le prue delle gondole.
Gabriele D'Annunzio fu un suo estimatore e collezionista, vedi Casa del Vittoriale.